Teoria critica

Si tratta di una corrente di pensiero pluridisciplinare di ispirazione marxista che ha caratterizzato un insieme di pensatori tedeschi del Novecento, raggruppati nella cosiddetta Scuola di Francoforte. Attingendo a discipline diverse come la filosofia, la storia, la psicologia e la psicoanalisi, la sociologia e l’economia politica, essa ha come obiettivo ultimo quello di elaborare una proposta unitaria di riorganizzazione della società secondo caratteri di eguaglianza e giustizia. Di particolare rilievo per la tradizione della Media Education è l’approccio critico elaborato da Adorno e Horkheimer sul finire degli anni ’40 relativamente all’“industria culturale” ovvero la cultura di massa prodotta dal sistema capitalistico dei mezzi di comunicazione statunitensi. In aperta contrapposizione con la communication research di stampo funzionalista, la teoria dell’“industria culturale” sostiene che tale sistema per poter funzionare e produrre profitti richiede da un lato una standardizzazione e organizzazione capillare del lavoro creativo ridotto a “merce” e dall’altro una riduzione del pubblico a una mera massa di consumatori di cultura mercificata privi di ogni capacità di scelta e discernimento critico. In conclusione, la teoria critica, pur avendo rappresentato un importante richiamo alla consapevolezza critica del sapere scientifico, chiamando ad interrogarsi sulle proprie responsabilità e sulle ragioni stesse del suo essere, ha anche mostrato dei limiti:

  • sul piano dell’evidenza empirica del suo complesso apparato teorico-concettuale;
  • sul piano della concettualizzazione del pubblico dei media come una massa indistinta di individui passivi e omologati;
  • sul piano di una semplificazione eccessiva dei processi di comunicazione mediata e delle ambivalenze e contraddizioni insite nel sistema dei media.
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